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mercoledì 28 maggio 2014
Cambiare punto di vista per cambiare il mondo.
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lunedì 5 maggio 2014
Un viaggio per la Luna e attraverso le nostre emozioni.
Parlare di un gioco che non si è giocato, o di qualsiasi
cosa non si sia fatta/vista/sentita/ecc. non è di certo facile, figuriamoci
recensirlo! Non è nemmeno esageratamente intelligente come mossa, neppure per
mettersi in bella mostra di fronte agli altri.
Lo stesso, purtroppo, si può dire di un titolo che si è giocato, si è divorato, lo si è amato e forse anche più del dovuto: è riconosciuto infatti il rischio di cadere in uno dei più grossolani errori per un “recensore” o chiunque voglia fare qualcosa del genere: accecare il proprio occhio critico, offuscare il proprio obiettivo per idolatrare e far piacere a tutti il prodotto trattato e che tanto si è amato.
E questo può succedere, è più che normale che ognuno abbia gusti personali e che provi una sadica punta di piacere nel cercare di instillare la propria idea su qualcosa di adorato nelle menti dei lettori e visitatori; ma ognuno ha le proprie idee, opinioni, ed è anche grazie a questo che i confronti e gli scambi di idee sono possibili.
Lo stesso, purtroppo, si può dire di un titolo che si è giocato, si è divorato, lo si è amato e forse anche più del dovuto: è riconosciuto infatti il rischio di cadere in uno dei più grossolani errori per un “recensore” o chiunque voglia fare qualcosa del genere: accecare il proprio occhio critico, offuscare il proprio obiettivo per idolatrare e far piacere a tutti il prodotto trattato e che tanto si è amato.
E questo può succedere, è più che normale che ognuno abbia gusti personali e che provi una sadica punta di piacere nel cercare di instillare la propria idea su qualcosa di adorato nelle menti dei lettori e visitatori; ma ognuno ha le proprie idee, opinioni, ed è anche grazie a questo che i confronti e gli scambi di idee sono possibili.
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giovedì 10 aprile 2014
Guardare al Player di ieri per capire il Player di oggi, Parte 2
Ed ecco a voi la seconda ed ultima parte del primo articolo, buona lettura!
Nello stesso anno del primo DS, ovvero il 2005, un nuovo
oggetto subentrò in casa, tra le mie grazie. Più che una totale novità, è stato
un gran ritorno: mio padre decise di comprarsi un PC al tempo parecchio tosto
per sostituire quello precedente, utilizzandolo
per il montaggio video, sua passione da sempre.
Ma per un ragazzo come
me, montare video non significava nulla, io volevo navigare su internet, come
facevo con il vecchio pc ma in modo migliore, volevo esplorare.
E, come ogni ragazzino che si rispetti, esplorando in rete
ci si imbatte subito in una caterva di informazioni, video e giochi (e altro materiale, ma vabbè).
Leggevo le mie prime recensioni degli utenti, frequentavo i
primi forum, potevo dire la mia come meglio desideravo. Nulla da dire se non
che ne ero felicissimo. Ancor più felice quando cominciai a installare i primi
giochi, e a giocarli con qualche amico online (cosa, fino ad allora,
impossibile). L’idea che potessi parlare con gente conosciuta online, e
giocarci insieme al contempo era magnifica, e il tutto funzionava
perfettamente.
E giù a scaricare MMORPG gratis, a “craccare” i primi giochi
per poterci giocare (lo ammetto, è successo), intasando gli hard-disk di giga e
giga di giochi, giocandoli anche assiduamente, provocando un certo fastidio ai
miei genitori. Il DS lo utilizzavo ancora, e spesso, ma solo più fuori casa o
quando il pc era occupato. C’è stato un repentino cambio di priorità
videoludiche.
In parallelo, tutti i miei amici si vantavano delle loro PS2
e delle loro nuovissime XBOX, ma a me quel mondo non interessavano più di
molto, col computer avevo tutto sottomano facilmente, e trovavo il sistema
mouse+tastiera veramente comodo, soprattutto negli FPS: sparatutto in
soggettiva. Un genere che, non avendolo mai potuto provare prima di ora, mi
rapì, facendomi provare sensazioni nuove e anche riscoperte, quali l’ansia e le
continue scariche di adrenalina.
| La mia arma definitiva |
Il gioco che in assoluto che avrò divorato su
quel PC? Call of Duty 4: Modern Warfare.
Giocato con gli amici, permetteva un’esperienza di gioco rapida, godibile, divertente ma comunque
ragionata; soprattutto a certi livelli: avere un clan, non più solo degli amici
per un gioco leggero, ma dei veri e propri compagni di squadra,
un’organizzazione in partita, erano tutti fattori che mi mantenevano incollato
allo schermo mentre girovagavo col mio Ak-47.
Ma mamma Nintendo nel frattempo mi conquistò nuovamente con
la sua ultima creatura, il Nintendo Wii, un rivoluzione per me e per il mio
salotto. Non ho avuto parecchi giochi, perchè comunque avevano il loro costo, e
dato l’astio dei miei nei confronti dei videogiochi, non potevo di certo
permettermi una collezione di tutto rispetto. Ma i giochi che giocai erano
superlativi per me, mi intrattennero per moltissimo, con il loro essere
immediati ma simpaticamente intricati al contempo, vedi Super Mario Galaxy(tra l'altro, sublime), vedi No More
Heroes, Mario Kart Wii o Super Smash Bros: Brawl!
Ero un giocatore in pace col mondo, con i
miei giochi mi divertivo, e non rompevo le scatole a nessuno, non come le
dilaganti console war che stavano prendendo piede online. Quello di "console war" è un concetto che posso anche accettare, dato che non si parla della TuttiAmici S.p.a. o della FriendshipForever Inc., ma di veri e propri colossi internazionali dell'industri videoludica e non solo. Ciò che non capisco è l'attaccamento a tale concetto da parte di migliaia di persone, accanendosi contro l'una o l'altra parte, additando problematiche insensate e inesistenti per poter dar luce alla propria creaturina pagata oro.
Spesso, il problema del mondo videoludico, è proprio la community, e mi spiace ammetterlo. Quando la nostra passione dovrebbe unirci tutti, spesso finisce col dividerci.
In seguito avvenne l'acquisto di una XBOX360 e qualche gioco, che mi permise di ampliare le
mie conoscenze videoludiche e capacità anche col pad alla mano, che sembrava
inizialmente un ostacolo insormontabile. Non mi sono mai pentito dell’acquisto
di tale console nè ho mai avuto il rimorso di non aver avuto la
concorrente.
Per me, non vi era molta differenza tra la mia 360 e la Playstation3, anzi! Scelsi
questa per un motivo tanto chiaro quanto banale: “Ce l’hanno tutti i miei amici
e voglio continuare a giocare con loro”. Non per il Live a detta di molti "migliore" ma a
pagamento o i servizi multimediali; di certe cose, quando ti diverti, arrivi
anche a fregartene. Perchè per me i giochi sono semplicemente un’esperienza che
mirano al mio intrattenimento, e il mezzo che utilizzo per farlo poco mi
interessa se mi permette di centrare in pieno l'obiettivo. Certo, mi spiace non aver potuto
giocare ad alcuni giochi/serie proprietarie o esclusive, ma di certo non posso
lamentarmi di ciò che ho ottenuto dalla mia scelta.
Recuperai col tempo anche il 3DS, specialmente per Pokèmon X/Y e per potere finalmente finire Ocarina of Time, e
così Nintendo è ritornata di prepotenza a farla da padrona nella tasca dello
zaino che mi porto appresso in giro; ed un PC,che uso per lo studio e per giocare diversi titoli ed
espandere il mio parco giochi personale, trovando gran diletto negli Indie,
alcuni semplicemente brillanti, tra cui uno dei miei preferiti: Fez.
E con questo concludo la mia carrellata sul cosa ho e non ho
avuto sottomano in tutti questi anni, sul perchè ho compiuto certe scelte al
posto di altre, e sul perchè sono il player che gioca a di tutto, un po’, a
bit.
È ora di muoversi in avanti, è ora di toccare con mano i videogiochi
ed parlarne seriamente, analizzando titoli, parlandone e cercandone pregi e
difetti, e quindi ora vi saluto, ringraziandovi dell’attenzione.
Alla prossima con una probabile recensione!
Axel
PS: Vi inviterei inoltre, nel caso foste interessati al blog, di mettere "Mi piace" alla neonata pagina su Facebook riguardante il blog: Axel Bit su Facebook
martedì 8 aprile 2014
Guardare al Player di ieri per capire il Player di oggi.
E il player in questione sono io, Axel. So che può sembrare un articolo pesante, data la lunghezza, ma lo ritenevo abbastanza interessante per poter capire il mio pensiero e che cosa sono e sono stati i videogiochi per me.
Vi ringrazio per l'attenzione e buona lettura J
| "What the..." |
I miei primi approcci coi videogiochi risalgono a quando ero
davvero piccolo, giochicchiando e cercando di capire cosa diavolo stessi
facendo con il controller in mano dello SNES del vicino o del cugino di turno.
E non avendo alcuna console in casa al momento, ogni minuto speso valeva oro,
per un bimbetto come me. Nonostante non avessi alcuna capacità in ambito
videoludico, ne ero stregato, ma per i miei genitori, i videogiochi rimasero un
tabù per parecchio tempo.
Già, perchè le frasi “Ti fanno male” e “Ti rovini gli occhi”
le avrò sentite migliaia di volte, prima di poter finalmente accedere al mondo
dei videogiochi, prima di avere tra le mani una console che potevo considerare “mia” (a parte la piccola parentesi di una Playstation con pochissimi giochi al quale
non davo assolutamente peso, non potevo ancora giocare).
Ed ecco che magicamente
arrivò il Gameboy Color. Da quel giorno, un susseguirsi di avventure, esperienze,
andando alla ricerca di tutti i Pokémon, cercando di saltare su piattaforme
moventi evitando i Koopa Paratroopa, cercando di uscire da quella diavolo di
Gringott e di aiutare Topolino! Ma non mi stavo ancora godendo il tutto, ero
troppo ingenuo per stare li a leggere dialoghi, per cercare di scervellarmi.
Adoravo Super Mario Bros. proprio perchè il protagonista non aveva molto da
dire, e perchè ogni volta che premevo il tasto, Mario saltava immediatamente,
lo stavo “controllando” e aiutando a sconfiggere le sue difficoltà, che erano
diventate anche mie. Nel caso non riuscissi a passare un livello, avrei
rigiocato quelli precedenti all’inverosimile, finchè non avrei avuto l’ingenuo
sentore che io e Mario, insieme, avessimo potuto farcela.
| Ero davvero convinto di dargli una mano, di migliorarlo con l'avanzare dei tentativi, anche se sicuramente stava accadendo il contrario. |
Non ero ancora convinto sugli altri giochi però: Pokémon
Rosso su tutti è stato un ostacolo abbastanza difficoltoso da superare, avendo
il gioco in spagnolo. Ma non demorsi, e cercai di continuare, imperterrito,
dilettandomi a guardare le mie creature attaccare le altre e vincere gli
scontri. Sconfissi la lega almeno, prima di passare ad Oro, che invece, nel suo
essere comprensibile avendo demolito la barriera della lingua, e grazie anche
al mio essere cresciuto, difficilmente e raramente lasciò spazio agli altri
giochi della scarsa collezione.
Anni dopo, arrivò il primo vero regalo videoludico da parte
dei miei genitori: l’Advance SP, scavalcando l’orizzontale discendente.
Scavalcandolo perchè desideravo, su tutto, la retroilluminazione, così da non
dovermi per forza fermare in condizioni di visibilità scarse per gli schermi
precedenti. Quello, insieme alla sua custodia a tracolla, accompagnarono quasi
ogni mio vaggio in auto, quasi ogni uscita coi miei ed amici. Non potevo
staccarmene, i giochi mi divertivano, mi mettevano in difficoltà, ma questa
volta la rabbia prese il posto della rassegnazione: avevo tutti i mezzi per
farcela, dovevo solo metterli in atto. E ogni sfida, che fosse attraversare uno
schema con un beyblade scadente, un allenatore particolarmente arduo, una
partita a carte piuttosto complicata, andava completata.
Non leggevo recensioni, non mi facevo influenzare se non da
ciò che i miei amici avevano da dirmi in merito, soprattutto il mio migliore
amico, con il quale condividevo questa passione sempre crescente, tanto da
comprare gli stessi gioco quasi sempre, pur di giocarli insieme attraverso l’introvabile
cavo, prima, e poi con il miracoloso Wireless Adapter. E sento, a distanza di
tempo, di aver fatto bene: la sensazione di un nuovo gioco tra le mani che
avevo scelto di mia volontà, era genuina, e soddisfacente. Certo, ho anche
beccato giochi ben lontani dall’essere capolavori, mica ero un genio del
videogame, o un Gastone!
| Mamma Nintendo regnava indisturbata il mio piccolo regno videoludico. |
E ovviamente, dopo il GBA SP, arrivò il primo Nintendo DS, il
ciccio azzurrino, che arrivò con mia enorme sorpresa. Lo desideravo da un po’,
ma l’idea che i miei potessero effettivamente prenderlo non mi aveva ancora
sfiorato. E anche lì ore macinate ad accarezzare cuccioli, far correre Pikachu,
eseguire i movimenti col pennino dettati da Wario e molte altre cose, sia in
casa, che in giro.
Non potevo rimanere senza console appresso, non sopportavo l’idea
che se avessi voluto spostarmi, avrei dovuto interrompere la partita. Per quello
non avevo ancora una console fissa, a parte la Playstation menzionata prima,
che annoverava ancora Tekken 3, Crash Bandicoot e FIFA World Cup ’98, e forse qualche altro
gioco facilmente dimenticabile.
Ho deciso che per oggi mi fermerò qui, dedicherò un nuovo
articolo alla seconda parte sulla mia storia coi videogiochi, nella quale
tratterò l’arrivo in casa di console fisse, e come hanno mi hanno influenzato.
Spero di aver suscitato, con questo articolo, almeno un minimo di interesse J
Alla prossima,
Axel
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